CONGEDI E CONTRIBUTI

E’ il periodo di astensione obbligatoria dal lavoro riconosciuto alla lavoratrice durante il periodo di gravidanza e puerperio:

  • per i 2 mesi precedenti la data presunta del parto, salvo flessibilità;
  • per i 3 mesi dopo il parto, salvo flessibilità.

 

FLESSIBILITA’ DEL CONGEDO DI MATERNITA’

Con la legge di bilancio 2019, il congedo per le neomamme lavoratrici è cambiato nel senso che la madre può scegliere di spostare in avanti il periodo utilizzandolo tutto dopo il parto, sempre previa autorizzazione medica, rimanendo quindi al lavoro fino al nono mese e restando a casa nei 5 mesi successivi alla nascita del bambino.

 

INDENNITA’ DI MATERNITA’

Durante il periodo di astensione obbligatoria dal lavoro la lavoratrice percepisce un’indennità economica in sostituzione della retribuzione. Il diritto al congedo ed alla indennità spettano anche in caso di adozione o affidamento di minori. Per il periodo di congedo obbligatorio di maternità, la lavoratrice ha diritto a una indennità pari all’80% della retribuzione, salvo integrazioni previste dalla contrattazione collettiva.

Per ottenere l’indennità di maternità è necessario trasmettere all’Inps e/o al datore di lavoro la domanda.

Per il periodo di congedo di maternità sono previsti i contributi figurativi, utili per la pensione e riconosciuti se il lavoratore ne fa domanda.

‼️NOVITA’‼️ Per le mamme lavoratrici autonome è previsto il diritto all’indennità giornaliera anche per i periodi antecedenti i 2 mesi prima del parto nel caso di gravi complicanze della gravidanza, erogabile in presenza di un accertamento medico della ASL.

🚩 CONGEDO DI PATERNITA’

In presenza di determinate condizioni che impediscono alla madre di beneficiare del congedo di maternità, il diritto all’astensione dal lavoro ed alla relativa indennità spettano al padre lavoratore, attraverso il congedo di paternità, grazie al quale può astenersi dal lavoro per tutta la durata del congedo di maternità, o per la parte residua che sarebbe spettata alla lavoratrice, in caso di:

  • morte o grave infermità della madre;
  • abbandono del figlio da parte della madre;
  • affidamento esclusivo del bambino al padre.

‼️NOVITA’‼️ Dal 13 agosto 2022 sono entrate in vigore nuove disposizioni normative, previste dal Decreto legislativo 30 giugno 2022, n. 105, che prevedono:

  • che Il padre (naturale, adottivo o affidatario) lavoratore dipendente abbia diritto di astenersi 10 giorni lavorativi, non frazionabili ad ore, da utilizzare anche in via non continuativa, dai 2 mesi precedenti la data presunta del parto ed entro i 5 mesi successivi.

Il congedo è inoltre, fruibile :

  • entro lo stesso arco temporale anche in caso di morte perinatale del figlio
  • anche durante il congedo di maternità della madre lavoratrice
  • anche al padre che fruisce del congedo di paternità alternativo alla madre

In caso di parto plurimo la durata del congedo è aumentata a 20 giorni lavorativi.

Per fruire del congedo obbligatorio, il padre deve comunicare in forma scritta al datore di lavoro i giorni di astensione dal lavoro con un anticipo di almeno 5 giorni, ove possibile in relazione all’evento nascita, sulla base della data presunta del parto, fatte salve le condizioni di miglior favore previste dalla contrattazione collettiva

Il trattamento economico di questi due tipi di congedo è pari al 100% della retribuzione.  Per il periodo di congedo di paternità sono previsti i contributi figurativi, utili per la pensione e riconosciuti se il lavoratore ne fa domanda.

 

🚩 CONGEDO PARENTALE

Nei primi 12 anni di vita del bambino ciascun genitore può astenersi facoltativamente dal lavoro, grazie al congedo parentale. Per ogni bambino, il limite complessivo dei congedi usati da entrambi i genitori è di 10 mesi (elevabili a 11 mesi nel caso in cui il padre si astenga per un periodo intero o frazionato non inferiore a 3 mesi).

Il diritto al congedo parentale spetta:

  • alla madre lavoratrice, trascorso il periodo di congedo di maternità, per un periodo continuativo o frazionato di massimo 6 mesi;
  • al padre lavoratore, dalla nascita del figlio, per un periodo continuativo o frazionato di massimo 6 mesi (elevabili a 7 mesi nel caso in cui si astenga per un periodo intero o frazionato non inferiore a 3 mesi);

Il congedo parentale può essere richiesto dai genitori anche contemporaneamente e il padre può assentarsi fin dalla nascita del figlio.
I periodi di congedo parentale non utilizzati da uno dei due genitori non possono essere utilizzati dall’altro.

‼️NOVITA’‼️ Per il genitore solo:

  • ora sono riconosciuti 11 mesi ( e non più 10) continuativi o frazionati di congedo parentale, di cui 9 mesi (e non più 6) sono indennizzabili al 30%;
  • è considerato “genitore solo” anche il genitore per il quale è stato disposto l‘affidamento esclusivo del figlio.

Il periodo di congedo deve essere comunicato al datore di lavoro (secondo le modalità e i criteri definiti dai contratti collettivi) con un preavviso di almeno 5 giorni, (indicando l’inizio e la fine del periodo di congedo) e all’Inps prima dell’inizio dell’assenza.

‼️NOVITA’‼️ Dal 13 agosto 2022 sono entrate in vigore nuove disposizioni normative, previste dal Decreto legislativo 30 giugno 2022, n. 105, che prevedono che chiedendo il congedo parentale, il diritto all’indennità viene esteso fino ai 12 anni d’età del bambino, rispetto ai sei anni precedentemente previsti, con una diversa ripartizione dei periodi indennizzabili che complessivamente possono arrivare fino a un massimo di nove mesi e non più sei:

  • 30% della retribuzione per tre mesiper ciascun genitore non trasferibili all’altro genitore
  • 30% della retribuzione per ulteriori 3 mesi spettano ad entrambe i genitori, ma in alternativa tra loro

Per il periodo di congedo parentale sono previsti i contributi figurativi, utili per la pensione e riconosciuti se il lavoratore ne fa domanda.

‼️NOVITA’‼️ I periodi di congedo parentale ulteriori ai 9 mesi indennizzabili, è prevista un’indennità del 30% solo a condizione che il reddito individuale dell’interessato sia inferiore al 2,5 volte l’importo del trattamento minimo di pensione.

‼️NOVITA’‼️I genitori, lavoratori iscritti alla gestione separata ora possono fruire del congedo parentale entro i 12 anni (e non più entro i 3 anni) del bambino o dall’ingresso in famiglia/Italia del minore in caso di adozione o affidamento preadottivo

Anche per gli iscritti alla gestione separata, previsto il diritto per ciascun genitore a 3 mesi di congedo parentale indennizzato, non trasferibile all’altro genitore e di ulteriori 3 mesi indennizzati in alternativa tra loro, per un periodo massimo complessivo di 9 mesi (e non più 6 mesi).

‼️NOVITA’‼️I genitori, lavoratori autonomi ora hanno diritto a 3 mesi di congedo parentale per ciascuno dei genitori, da fruire entro l’anno vita (o dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento) del minore.

 

CONGEDO PARENTALE A ORE

Il congedo parentale può essere utilizzato anche a ore, secondo quanto previsto dalla contrattazione collettiva o aziendale.
In caso di mancata regolamentazione da parte della contrattazione collettiva, è possibile, per ciascun genitore, utilizzare il congedo parentale a ore in misura pari alla metà dell’orario medio giornaliero del periodo di paga mensile immediatamente precedente a quello in cui ha inizio il congedo parentale.
Per il congedo parentale a ore il preavviso deve essere dato al datore di lavoro 2 giorni prima.

 

🚩 RIPOSI GIORNALIERI

MADRE

Durante il 1° anno di vita del bambino la madre lavoratrice ha diritto a:

  • 2 ore di riposo al giorno;

oppure

  • 1 ora di riposo al giorno, se l’orario giornaliero di lavoro è inferiore a 6 ore.

I riposi giornalieri devono essere effettivamente fruiti.

In caso di parto plurimo, i periodi di riposo sono raddoppiati e le ore aggiuntive possono essere utilizzate anche dal padre.

PADRE

I periodi di riposo sono riconosciuti al padre lavoratore:

  • nel caso in cui i figli siano affidati al solo padre;
  • in alternativa alla madre lavoratrice dipendente che non li utilizza;
  • nel caso in cui la madre non sia lavoratrice dipendente;
  • nel caso in cui la madre non svolga attività lavorativa;
  • in caso di morte o di grave infermità della madre.

In caso di parto plurimo, i riposi giornalieri sono raddoppiati e le ore aggiuntive possono essere utilizzate anche dal padre.

 

TRATTAMENTO ECONOMICO RIPOSI GIORNALIERI

I periodi di riposo sono considerati ore lavorative agli effetti della durata e della retribuzione del lavoro e per essi spetta un’indennità pari all’intero ammontare della retribuzione relativa ai riposi stessi.

🚩 CONGEDO PER MALATTIA DEL FIGLIO

I genitori hanno diritto di astenersi in modo alternato dal lavoro durante le malattie di ciascun figlio di età non superiore a 3 anni, senza alcun limite massimo.

Per le malattie di ogni figlio di età compresa fra 3 e 8 anni, ciascun genitore ha diritto di astenersi dal lavoro per 5 giorni lavorativi all’anno.

Il congedo spetta al lavoratore anche se l’altro genitore non ne ha diritto.
Nel caso in cui il figlio sia affetto da disabilità grave sono previsti congedi e permessi specifici.
Il congedo non dà diritto ad alcuna indennità economica.

Eventuali clausole contrattuali migliorative possono prevedere forme di retribuzione a carico del datore di lavoro.

Per il periodo di congedo per la malattia del figlio sono previsti i contributi figurativi, utili per la pensione e riconosciuti se il lavoratore ne fa domanda.

📌  VEDI CONTRIBUTI📌